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Mayu Ikeda (池田真由, Ikeda Mayu) è una bambina che muore durante un'incendio scoppiato in casa sua, e che rischia di diventare uno spirito maligno a causa dell'odio che prova verso sua madre e suo fratello.

Storia[]

Mayu è una bambina di 10 anni che vive a Tokyo con la madre e suo fratello Satoru. A causa della salute cagionevole di Satoru, Mayu si sente trascurata dalla madre, ed inizia a litigare sempre più spesso con lei. Una sera, dopo che la madre non ha potuto partecipare ad un'incontro scolastico a causa della malattia di Satoru, Mayu litiga con lei ed esce di casa. Poco dopo torna a casa mentre la madre è al negozio, e mette la sua sciarpa ad asciugare sopra una stufetta elettrica, nonostante Satoru le faccia notare che sia molto pericoloso. Mayu però gli ordina di non dire alla madre che è rincasata e si nasconde nell'armadio. La sciarpa poco dopo prende fuoco a causa del calore e l'intero appartamento ben presto è avvolto dalle fiamme. La madre di Mayu si precipita comunque in casa per mettere in salvo Satoru, ignara del fatto che anche Mayu si trovi lì. La bambina, quindi, muore nell'incendio, e il suo corpo viene trovato nell'armadio dai vigili del fuoco ad incendio domato.

Dopo la morte, Mayu diventa uno spirito; la bambina è convinta che sua madre l'abbia lasciata morire per salvare Satoru, ed inizia a provare una grande rabbia verso la sua famiglia, fino a decidere di uccidere anche Satoru, per punire ulteriormente sua madre. In questo modo, Mayu inizia a trasformarsi lentamente in uno spirito maligno, e questo attira l'attenzione del demone Tatarimokke. Egli è un demone che ha il compito di assistere le anime dei bambini finchè queste non sono pronte ad abbandonare il mondo dei vivi per ascendere in paradiso, oppure per trascinare all'inferno quelli che si sono trasformati in spiriti vendicativi.

Mayu inizia perciò a provocare incidenti ai compagni di classe che vanno a trovare Satoru, ricoverato in ospedale, e a fare dispetti ai bambini che incontra. In una di queste occasioni, viene notata da Kagome Higurashi, in un parco, e rimane sorpresa dal fatto che Kagome riesca a vederla. Il giorno dopo, Kagome accompagna Sota a trovare Satoru, e in quell'occasione rivede Mayu mentre attacca Satoru. Sota le racconta dell'incendio in cui Satoru è rimasto ferito, e accompagna la sorella davanti all'appartamento degli Ikeda, ancora danneggiato per l'incendio. Sota ha sentito dire che ogni volta che qualcuno cerca di sistemare la casa, capitano subito strani incidenti e confida a Kagome il timore che dietro a tutti questi incidenti si celi uno spirito maligno. In quel momento, un vaso cade vicino a Sota, che perde i sensi, e Kagome rivede Mayu. La ragazza ha ormai intuito chi sia la bambina, ma cercando di farla ragionare ottiene solo di provocare la sua rabbia. Dopo che Mayu scompare, Kagome vede Tatarimokke, e questi le comunica una strana frase, "finchè non apro gli occhi".

Tatarimokke apre gli occhi e cattura Mayu per portarla all'inferno

Tatarimokke apre gli occhi e cattura Mayu per portarla all'inferno

Grazie a Myoga, Kagome scopre che Tatarimokke apre gli occhi man mano che l'anima di un bambino diventa malvagia, e che quando li ha aperti del tutto per l'anima non c'è più nulla da fare, e Tatarimokke la manda all'inferno. Kagome quindi intuisce che il demone le ha comunicato quale rischio corra Mayu, e decide di salvare l'anima della piccola. Quella sera, Kagome va all'ospedale e parlando con la madre di Mayu, scopre che la donna non aveva idea che la figlia fosse in casa, durante l'incendio. In quel momento, le due sentono dei disordini provenire dalla stanza di Satoru e, una volta accorse, vedono Mayu nella stanza. La bambina storidisce la madre e, dopo aver confessato di aver causato lei stessa l'incendio che l'ha uccisa, usa i suoi poteri per lanciare il letto di Satoru fuori dalla finestra. Per fortuna, Inuyasha, accorso nel presente, arriva in tempo per salvare il bambino, suscitando l'ira di Mayu. Tatarimokke appare con gli occhi completamente aperti, segno che ormai Mayu è diventata uno spirito maligno. Il demone trascina con sè Mayu, ed Inuyasha, lanciato all'inseguimento con Kagome, afferma che Tatarimokke farà rivivere a Mayu il momento della sua morte, per poi farla precipitare all'inferno. Una volta giunti all'appartamento di Mayu, Kagome ed Inuyasha vengono separati: Tatarimokke ha creato un portale verso l'inferno che solo gli umani possono attraversare.

Kagome cerca di impedire che Mayu sprofondi all'inferno

Kagome cerca di impedire che Mayu sprofondi all'inferno

Mayu è intrappolata nell'armadio di casa sua, mentre la casa va a fuoco, proprio come quando è morta. Kagome la trova e cerca di convincerla a tornare indietro con lei, ma quando Mayu la caccia, il terreno sotto di lei si apre, e la bambina inizia ad essere trascinata verso il fondo del baratro, verso l'inferno. Kagome riesce ad afferrarla e le fa capire che sua madre le ha sempre voluto bene e che ha sofferto molto per la sua morte. Mayu, in lacrime, ammette di voler rivedere la sua mamma un'ultima volta per scusarsi; la malignità del suo animo sparisce e Mayu viene risparmiata. Appare quindi a sua madre, tornata nell'appartamento, e le chiede finalmente scusa.

Qualche sera dopo, Mayu appare anche a Kagome. La bambina ora è felice, indossa un'abito che sua madre le aveva cucito per le vacanze estive e ringrazia Kagome per il suo aiuto, per poi sparire nel cielo assieme a Tatarimokke, diretta verso il paradiso.

Personalità[]

Mayu appare alla madre e si riappacifica con lei

Mayu appare alla madre e si riappacifica con lei

Durante i suoi ultimi mesi di vita, Mayu era sempre arrabbiata con la madre, poichè lei era costretta ad assistere Satoru, trascurando quindi la figlia. Mayu si convinse perciò che la madre preferisse Satoru a lei. Dopo la sua morte, Mayu pensa che la madre abbia preferito lasciar morire lei per salvare Satoru, e questo la spinge ad odiare entrambi, fino a decidere di uccidere il fratello, così da punire a madre e farla soffire ancor di più.

Nonostante questo, Mayu soffre a causa della consapevolezza di essere stata lei stessa a provocare la sua morte, e di averlo fatto nel tentativo di spaventare sua madre. Quando Kagome la spinge a confessare questo dolore, Mayu, oltre a salvarsi dall'inferno, si riappacifica con sua madre, guadagnandosi l'accesso al paradiso e ritrovando il suo carattere allegro.

Caratteristiche fisiche[]

Mayu alla fine è pronta per ascendere in paradiso

Mayu alla fine è pronta per ascendere in paradiso

Mayu è una bambina di 10 anni, con occhi e capelli neri. Quand'era viva, era solita portare due i capelli raccolti in due treccie ai lati della testa. Da spirito, Mayu appare sporca di fuliggine, essendo morta in un'incendio.

Abbigliamento[]

Al momento della morte, Mayu indossava una gonna blu scuro, un maglione azzurro con dei fiori ricamati ed un giubbotto invernale color porpora, abbigliamento che mantiene anche da fantasma.

Dopo essersi riappacificata con sua madre, Mayu appare a Kagome indossando uno yukata cucitole dalla madre; lo yukata è di color blu con dei pesci ricamati, e ha un'obi giallo stretto attorno alla vita, con un grande fiocco dietro la schiena.

Poteri e abilità[]

Dopo la sua morte, Mayu diventa uno spirito e la rabbia che prova le conferisce dei poteri soprannaturali, iniziando a trasformarsi in uno spirito vendicativo.

  • Volo: Essendo uno spirito incorporeo, Mayu è in grado di spostarsi in aria con la sola forza di volontà.
  • Telecinesi: Mayu può usare la mente per manipolare e spostare oggetti molto pesanti, ad esempio un'albero che riesce a sradicare dal terreno.
  • Pirocinesi: Mayu è in grado di evocare delle fiamme dal nulla; queste però sembrano svanire assieme a lei, e sembra non possano essere viste o scottare i comuni esseri umani.
  • Teletrasporto: Mayu è in grado di apparire e scomparire ovunque desideri.
  • Invisibilità: Essendo uno spirito, Mayu non può essere vista da nessuno, ma sembra in grado di manifestarsi a chi vuole, come ad esempio sua madre. I soli che riescono a vederla in modo indipendente sono i demoni o persone dotate di poteri spirituali, come Kagome.